Recupero
Il recupero è la fase in cui il rifiuto torna a essere materia
È qui che recuperiamo e valorizziamo materie prime e terre rare dai RAEE: metalli ferrosi e non ferrosi, plastiche, vetro, schede elettroniche e componenti riutilizzabili. Sulle lavatrici arriviamo a recuperare il 98% del materiale in ingresso.
Avviene tutto all’interno del nostro impianto, senza passare da intermediari.
Materie prime critiche: la parte che l'Italia non recupera
Un rifiuto elettronico contiene molto più di ferro e plastica: oro, argento, palladio, litio, cobalto e terre rare sono presenti in schede, batterie, motori e schermi. In una tonnellata di telefoni dismessi può esserci circa cento volte più oro che in una tonnellata di minerale aurifero.
Recuperare queste risorse richiede però un disassemblaggio selettivo: separare schede elettroniche, magneti e altre componenti prima della triturazione permette di avviare i materiali verso processi di raffinazione e recupero.
È su questa fase che lavoriamo con partner industriali e attraverso progetti di ricerca europei, sviluppando soluzioni per il recupero dei materiali preziosi e critici contenuti nei RAEE.
Come funziona
Disassembliamo prima di triturare
Le apparecchiature vengono smontate per componenti su linee dedicate — una manuale e tre semiautomatiche — invece di essere frantumate indistintamente. La triturazione produce un rottame misto di basso valore; il disassemblaggio selettivo produce frazioni separate e vendibili. È un processo più lento, ed è la ragione per cui le percentuali di recupero sono diverse.
Separiamo le frazioni e le avviamo a destinazione
Ferro e acciaio alle acciaierie, alluminio e rame alle fonderie, plastiche ai rigeneratori che le riutilizzano per nuovi manufatti, vetro alle filiere corrispondenti. Ogni frazione ha una destinazione tracciata: il recupero si misura su dove finisce il materiale, non su quanto ne è entrato.
Estraiamo le componenti a più alto valore
Schede elettroniche, motori, magneti e componenti riutilizzabili vengono rimossi separatamente. Sono le parti che contengono i materiali critici e quelle che alimentano il magazzino ricambi per la rigenerazione.
Normativa e conformità
Perché un materiale recuperato cessi di essere un rifiuto e possa essere reimmesso sul mercato come materia prima secondaria servono i criteri di cessazione della qualifica di rifiuto. Dismeco opera con l’autorizzazione End of Waste ai sensi del Regolamento UE 333/2011 sui rottami metallici, oltre all’autorizzazione ARPAE al trattamento e alla certificazione ISO 14001:2015 del sistema di gestione ambientale.
Dal 2022 siamo inoltre autorizzati alla preparazione per il riutilizzo degli apparecchi provenienti dalla raccolta differenziata: un’autorizzazione che in Italia hanno pochi operatori, e che consente di rimettere in funzione un’apparecchiatura invece di smontarla.